una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

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una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  aikipirla il Ven 01 Ago 2008, 18:52

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Re: una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  Kamui il Dom 07 Set 2008, 15:52

Veramente interessante questa intervista Very Happy... ma una delle risposte che più mi ha colpito è quella dello studio della osteopatia.
P.G.: Mi è venuto in mente perché c’era sempre quel problema di non conoscere come funziona il nostro corpo. Decisi che non potevo trovarne la risposta nell’Aikido e che dovevo cercarla altrove. Ho cominciato a studiare osteopatia per capire la meccanica del corpo umano. Per me era impensabile che insegnanti che lavoravano sul corpo umano non sapessero come era fatto.Ho studiato l’osteopatia perché è una disciplina che ha a che fare con il corpo nella sua unità, a differenza della medicina tradizionale che lo divide in funzioni e sistemi. E’ così che ho intuito come piedi e mani lavorino insieme, per il fatto che agli inizi camminavamo con quattro zampe. La cosa implica che anche ginocchia e gomiti devono avere lo sesso tipo di funzione. Similmente le spalle e le anche trasportano i fianchi e quindi devono avere lo stesso ruolo. Tutto è controllato dalla testa che ci posiziona nello spazio grazie ai sensi della vista, dell’udito, e così via.

E alla fine ho pensato all’azione delle mani e dei piedi. Le mani e i piedi sono le parti del nostro corpo che ci mettono in contatto col terreno e con il partner. Possiamo anche dividere la mano in due parti distinte, la mano della forza (mignolo, anulare e medio) e la mano della precisione (indice e pollice). La stessa cosa funziona per il piede, dove le tre dita più piccole sono il piede della recezione e le prime due sono il piede della propulsione.

Tutto ciò mi ha portato a chiedermi: invece di pensare a fare del male, a controllare e torcere i polsi, perché non possiamo dire “costruiamo il corpo”? Naturalmente all’inizio costruiamo il nostro, diventiamo molto forti, ma a che pro se lo scopo è quello di distruggere l’altro? Ho provato a formulare le cose in modo un po’ diverso. Chi mi attacca lo fa perché è giunto al punto in cui non ha più altro modo per esprimersi. Quindi lo metterò in una situazione di movimento e piacere tali da togliergli ogni desiderio di aggressione; niente voglia di essere potenti, forti e decisi, niente voglia di distruzione.

SAgge parole Wink
Dobbiamo evitare a tutti i costi gli incidenti dovuti alla goffaggine o alla carenza di attenzione. Dobbiamo anche liberarci dall’idea di voler fare le cose bene e concentrarci sul fare meglio. E’ quando vogliamo fare le cose sempre bene che finiamo per essere frustrati. Dobbiamo lasciarci lo spazio per il miglioramento, dobbiamo permettere a noi stessi di fare degli errori.Quello da cui voglio davvero allontanarmi è l’idea della perfezione. Certo, dobbiamo ovviamente cercare di tendere alla perfezione, ma certamente senza lasciarci scoraggiare dagli errori. Appena abbiamo paura di farne, non riusciamo più a rendere neanche la metà di quello di cui siamo capaci e così ci creiamo delle scuse.

Questa è una buona risposta per coloro che vogliono bruciare subito le tappe nel campo marziale lol! lol! lol!

G.E.: Da questo punto di vista giudichiamo molto le persone sul tatami…

P.G.: Io ad esempio, potrei non diventare mai 7° dan. Me ne sono preoccupato per anni, dato che volevo diventare un campione del mondo, ma poi ho riflettuto sul significato del 7° dan. Significa per caso un kotegaeshi migliore di un 6° dan? Assolutamente no: non è meglio, ma differente. Possiamo però senz’altro dire che è il kotegaeshi di un uomo di 60 anni. Prendete un quinto dan, avrà 35, 40 anni. Tra i due ci sono 20 anni di pratica ed è questo che fa la differenza, non il numero di dan. E’ come paragonare il linguaggio dei bambini con quello degli adulti. Usano le stesse parole, ma il valore umano ed emotivo è molto diverso. Questo è il bello nell’Aikido, si tratta di persone molto forti nella pratica che si incontrano. Esse quindi valuteranno se la loro tecnica è abbastanza buona da capire cosa sta facendo l’altro, non cercheranno di mostrare che quello che fanno è giusto. La tecnica ci dovrebbe permettere di avvicinarci all’altro, certamente non serve per creare distanza tra di noi e per dire che gli altri non valgono nulla.

L’altro non è uno che non vale niente, semplicemente fa quello che pensa sia giusto per lui; a volte non abbiamo scelta. Prendi ad esempio Tokyo e Parigi; è abbastanza normale avere 30-40 persone sul tatami in un dojo. Ora, se un insegnante ha 10 persone sul tatami a Galway, Cork o Tipperary, è tanto intenso quanto a Parigi. E’ meglio l’Aikido di Parigi di quello di Tipperary? Non lo so. Quello che so è che a Parigi la gente si può allenare 6 volte alla settimana, 3 volte al giorno, mentre un praticante di Tipperary può ritenersi fortunato se ha la possibilità di farlo due volte a settimana. Ora, entrambi hanno lo stesso valore, perché anche se lo shodan a Parigi e Tipperary non rappresenta la stessa esperienza, premia lo stesso livello di investimento personale. Personalmente io chiedo ai miei studenti ed insegnanti di allenarsi duramente, senza preoccuparsi se l’Aikido a Tipperary o Parigi sia buono o no. Come studenti ci sentiamo sempre in colpa perché pensiamo “Non mi alleno a Parigi e non sono mai stato in Giappone, perciò non posso capire”, ma quando alla fine a Parigi o Tokyo ci andiamo davvero, spesso capita di provare una sensazione di vuoto, a meno che non incontriamo un insegnante od uno studente che ci arricchisce con una conoscenza che non avremmo potuto sperimentare a casa.
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Re: una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  aikipirla il Dom 07 Set 2008, 19:08

philippe è un personaggio davvero .... mi ha fatto anche l'onore di tenere una lezione durante il ricevimento dle mio matrimonio ... è da conoscere
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Re: una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  Kamui il Lun 08 Set 2008, 14:45

Dalle risposte si direbbe di si. Ho visto anche i video ed è davvero un professionista nel suo campo.

mi ha fatto anche l'onore di tenere una lezione durante il ricevimento dle mio matrimonio ...
Quindi è un tuo amico? Very Happy
Quando verrà a Salerno fammi sapere Very Happy
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Re: una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  aikipirla il Lun 08 Set 2008, 18:31

Kamui ha scritto:Dalle risposte si direbbe di si. Ho visto anche i video ed è davvero un professionista nel suo campo.

mi ha fatto anche l'onore di tenere una lezione durante il ricevimento dle mio matrimonio ...
Quindi è un tuo amico? Very Happy
Quando verrà a Salerno fammi sapere Very Happy

si è un amico. no credo però che tornerà a salerno per vari motivi. ma se vuoi aggiornerò questo forum ogni volta che farà stage in italia (ci viene spessissimo)
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Re: una bellissima intervista ... che mi ha fatriflettere non poco

Messaggio  Kamui il Gio 11 Set 2008, 10:11

Va benissimo grazie
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