Il Kali

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Il Kali

Messaggio  danilo il Sab 22 Mar 2008, 13:24

Del kali si è scritto e detto tanto, ma ancora oggi è una disciplina poco conosciuta e trattata con alcune imperfezioni storico-tecniche. Nasce come arte guerriera per la difesa delle isole filippine, meta ambita dai conquistatori europei e giapponesi, vista la posizione geografica strategica in ambito coloniale. I vari conquistadores hanno sempre avuto difficoltà ad impossessarsi del territorio per tre motivi fondamentali: 1) struttura naturale delle isole, 2) differenze di corporatura e di armi, 3) efficacia e strategia tecnica. Il cuore delle Filippine è dato da una fitta vegetazione in cui la tecnica utilizzata dagli autoctòni era la guerriglia tra la boscaglia, tattica militare poco conosciuta dai vari invasori, abituati a combattere in spazi ampi. Secondo, europei e giapponesi indossavano armature, goffe e pesanti in mezzo alla fitta vegetazione, rendendoli facilmente colpibili dai minuti filippini, rapidi nei movimenti e liberi da protezioni. Aggiungiamo la differenza nell'uso delle armi, portatori di spade lunghe gli invasori, veloci e fluidi i difensori tramite maceti e daghe, armi bianche corte di estrema facilità nel maneggio tra la boscaglia, evitando incastri durante l'uso. (il macete ancora oggi è l'arma nazionale filippina). Terzo, l'abilità tecnica dei filippini nasceva dall'esigenza di colpire gli arti degli avversari o la decapitazione vista la protezione nelle altre zone del corpo. Il concetto militare del Kali era di avanzare contro un colpo, tagliando come parata per poi continuare a colpire seguendo un ordine sparso di tagli in punti non coperti. A differenza di molte arti marziali che nascevano da filosofie guerriere per poi diversificarsi in ambito sociale, il kali ha sempre mantenuto la sua concezione militare trasportandola nei secoli nella disciplina marziale. Qualcuno erroneamente sostiene che il kali possa essere chiamato anche escrima o arnis, in realtà kali racchiude tutto il programma marziale: lavoro con armi bianche, bastoni doppi e singoli, corpo a corpo, lunga e media distanza, morsi e lotta. Ovviamente essendo tantissime le isole che formano le Filippine, abbiamo tanti dialetti e tanti stili nati da svariate famiglie. Stili diversi in concezione tecnica ma similari come impostazione basilare. Le armi bianche più utilizzate sono il macete (spada corta ricurva), la daga ( pugnale con dimensioni maggiori di un coltello) e il balisong ( detto a farfalla da noi europei per la presenza di due lame insieme), o lo spyderco ( termine usato dalla casa produttrice) un coltello corto uncinato usato ancor'oggi dai pescatori filippini. Il termine escrima indica il nome del bastone in rattan filippino e non dell'arte in sè. Il nome escrima si è molto occidentalizzato, nella terminologia reale tecnica si parla di doppio olisi o olisi singolo, in alcune zone il doppio olisi è chiamato anche sinawali che per altri stili indica una serie di esercitazioni. Il corpo a corpo è definito come "cadena de mano" in cui le applicazioni iniziano dal famoso legame di braccia " hu-bud". La media distanza prende origine dal "panantukan", tecniche boxistiche con l'aggiunta dei gomiti, per miscelarsi con il "sikiran" l'uso delle gambe, il 90% in linea bassa. La lotta è il punto di forza nell'arte del kali, chiamata "dumog" e costituita da movimenti fluidi e veloci per rompere, destabilizzare, chiudere e spazzare l'avversario. Leggo che il kali nascerebbe come arte marziale segreta e per non farsi scoprire camuffata da danza. Ci stiamo confondendo con la Capoeira, il kali è una di quelle arti guerriere dell'area indo-filippina nata come sistema militare conosciutissimo rimasto tale ancor'oggi!! In più non vi è stata nessuna introduzione o modifica del sistema originario, ogni stile ha protratto negli anni la filosofia originaria. Per ultimo è vero che Inosanto ha pubblicizzato nel tempo l'arte del kali, rendendola famosa in America e in Europa, ma sicuramente non può essere citato come fautore dello sviluppo tecnico dell'arte. Nato da genitori filippini, Inosanto non è mai stato nella terra d'origine seppur invitato a tenere seminari (paura di essere affrontato mortalmente per verificare la sua abilità) è un'usanza filippina..Per vedere l'efficacia di un sistema ci si affronta realmente in strada, giusto o sbagliato che fosse è una loro tradizione guerriera! Inosanto non ha inglobato stili creandone uno personale, egli deriva dal Lameco con radici nel Latosa, ed ha portato avanti nei suoi corsi l'evoluzione (straordinaria!) di questi sistemi. Spero di aver contribuito a far conoscere meglio il kali, presto parleremo più dettagliatamente delle tecniche, utilizzazioni, metodologie e stili della famiglia kali...

danilo

Numero di messaggi : 7
Data d'iscrizione : 14.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Re: Il Kali

Messaggio  Kamui il Sab 22 Mar 2008, 16:49

Del kali si è scritto e detto tanto, ma ancora oggi è una disciplina poco conosciuta e trattata con alcune imperfezioni storico-tecniche. Nasce come arte guerriera per la difesa delle isole filippine, meta ambita dai conquistatori europei e giapponesi, vista la posizione geografica strategica in ambito coloniale.

Non c’è una singola fonte delle arti marziali filippine, ma almeno tre : Malesia, Indonesia e Cina.
E’ importante mantenere il concetto che le arti marziali filippine sono un antico prodotto delle popolazioni dell’arcipelago che le hanno sviluppate nel tempo e nello spazio.

L’evoluzione di questi sistemi di combattimento è avvenuta a seconda della zona dell’arcipelago e dell’etnia in esso stabilita.
Possiamo individuare tre grandi regioni di "sviluppo marziale":
Luzon, Visayas e Mindanao.
I vari conquistadores hanno sempre avuto difficoltà ad impossessarsi del territorio per tre motivi fondamentali: 1) struttura naturale delle isole, 2) differenze di corporatura e di armi, 3) efficacia e strategia tecnica.

Fu merito di Datu Mangal l’introduzione del Kali nell’isola di Mactan, e più tardi di Sri Bataugong con il suo figlio Sri Bantug d’averla importata nell’isola di Cebu. Le continue scaramucce con le isole vicine portarono il figlio di Magal, Rajah Lapulapu (conosciuto anche come Tanday Lupalupa) a sviluppare un sistema di combattimento detto Pangamut. Stando al Gonzales, il Pangamut si basava su sei attacchi (alla testa, petto e ai reni, sul lato destro e sinistro) e due stoccate (al viso e alla regione addominale). Proprio nel mezzo di una guerra tra Lapulapu e Rajah Humabon i primi commercianti spagnoli fecero la loro apparizione nell’arcipelago filippino. Il metodo spagnolo dell’uso della spada e della daga fu per la prima volta mostrato ai filippini nel 1521 con il navigatore italiano, che era al soldo della corte di Spagna, Ferdinando Magellano.
Magellano, che era in una rotta occidentale per il Pacifico, fu ucciso poco dopo il suo arrivo nella battaglia di Mactan.
Antonio Pigafeta, lo storico al seguito della spedizione di Magellano, con la sua opera "I Viaggi di Magellano", è la prima testimonianza occidentale della storia delle arti marziali filippine.
La storia di questi eventi può essere riassunta come segue:
Sabato 17 marzo 1521 la spedizione di Magellano incontrò un arcipelago sconosciuto e approdò sulle coste di un’isola che ora è conosciuta come Samar. Il giorno dopo venne in contatto con Rajah Humabon e con Rajah Kolambu rispettivamente capo dell’isola di Samar e di Cebu. Magellano li convertì al cattolicesimo e strinse con essi un’alleanza. Rajah Humabon che, ansioso di avere vantaggi da questa situazione, convinse Magellano ad aiutarlo a conquistare l’isola di Mactan il 26 di aprile e quest’ultimo la offrirebbe al Rajah come segno di amicizia. Ma i guerrieri di Lapulapu (i mandirigma) armati di kampilan (spada a due fili), sibat (lancia), sinugba sa apoy (bastoni temprati al fuoco) e kalasag (scudi) respinsero gli invasori, uccidendo sulla spiaggia Magellano.

La Spagna mandò altre tre spedizioni in quella regione del Pacifico, tra il 1525 ed il 1542, ma tutte senza successo di colonizzare permanentemente le Filippine. Solo nel 1565 Miguel Lopez de Legaspi riusci a stabilire una presenza spagnola forte nelle Filippine attraverso un approccio religioso. Infatti, piuttosto che ripetere l’errore delle precedenti spedizioni di tentare di assoggettare le popolazioni con la forza, preferì entrare nella loro cultura guadagnandosi prima la loro fiducia attraverso il rispetto della loro cultura, quindi convertendoli al Cattolicesimo. Questo avvenne con le popolazioni sotto il comando di Rajah Sikutana dell’isola di Bohol. Lagaspi quindi passò all’isola di Cebu. Però, in questo caso, le popolazioni autoctone con ancora presenti le azioni di Magellano, si prepararono alla battaglia. Gli uomini di Legaspi erano però meglio armati ed equipaggiati e conquistarono l’isola senza troppi sforzi, ribattezzando l’isola Villa San Miguel. Sfortunatamente l’insediamento durò poco in quanto era continuo oggetto di scorribande di guerrieri dell’isola di Cebuano. Tra il 1568 ed il 1571 Lagaspi conquista ciò che diventerà l’attuale Manila e forma una cittadella fortificata ritenuta impenetrabile. Da quel momento sempre nuovi coloni dalla Spagna si riversano nelle Filippine. La cittadella subirà varie minacce dai pirati cinesi e da quelli giapponesi. Questi eventi bellici furono eventi importantissimi nello sviluppo delle arti marziali filippine. Per la prima volta i filippini dovettero misurarsi con le tecniche di lotta a mano nuda dei cinesi e del maneggio di spada giapponese, nonché fu la prima volta che spagnoli e filippini combattevano dalla stessa parte.
Nel 1764 il governatore Salazar proibì alla popolazione filippina tutti i tipi armi da taglio, fu così che i bastoni di legno vennero introdotti come arma. Il termina Esgrima, poi diventato Escrima, è stato coniato proprio dagli spagnoli che assistevano ai duelli di bastone tra filippini. Nella seconda metà del 1800 fu introdotto il termine Arnes de mano che identificava gli ornamenti degli attori filippini impegnati in rappresentazioni di propaganda del Cristianesimo nei contrapposto all’Islam (dette Komedya). A tutti gli effetti le coreografie di queste cerimonie occultavano agli occhi degli spagnoli le tecniche di combattimento del Kali, mimetizzate come passi di danza.

Don Josè de Azes istituì istituti una scuola di scherma spagnola e di Escrima filippina, chiamata Casa delle Armi (Tanghalan ng Sandat) dove i futuri leader della imminente rivoluzione andavano ad addestrarsi.
Nel 1898 con l'avvento della guerra tra America e Sapagna per impadronirsi delle Filippine. Nel 1899 iniziò il primo conflitto filippino-americano. I filippini ancora una volta si dimostrarono guerrieri coraggiosi e temibili. Nonostante il divario a livello di armi (armi da fuoco contro armi bianche) gli Americani erano terrorizzati da queste guerrieri che per sopportare il sanguinamento provocato dalle ferite da arma da fuoco si fasciavano in strettissime strisce di cuoio e il più delle volte riuscivano ad uccidere nonostante fossero stati ripetutamente colpiti. E’ in questo periodo che i Marines americani vengono soprannominati "Colli di Cuoio" per l’usanza di portare massicci collari di cuoio in pattuglia per evitare di venire sgozzati negli agguati tesi dai filippini. Inoltre, per affrontare l’impeto inarrestabile dei filippini, venne introdotta la pistola automatica Colt Governement in calibro .45, dal potentissimo potere d’arresto. Tuttavia gli americani ebbero la meglio e mantennero la loro influenza per 44 anni circa.Solo durante la seconda guerra mondiale i Moros si unirono ai filippini del nord per combattere un nemico comune: i giapponesi, che invasero le Filippine nel 1941. Alle unità americane vennero affiancate unità esclusivamente filippine, come i Bolo Battalions, soldati filippini esperti di combattimento nella giungla e all’arma bianca. In questo periodo viene inventato il "coltello a farfalla", detto Balisong, inventato da un artigiano filippino –la tradizione lo identifica in Perfecto de Leon- che ricavò le parti di questi particolari coltelli (manici e lama) dall’ottimo acciaio usato nelle balestre delle sospensioni delle Willy’s Jeep americane.
Nel 1946 venne fondata la Repubblica Filippina, ma questo non portò nessun vantaggio alla stabilità dell’arcipelago che a tutt’oggi scontri tra il nord ed il sud per motivi politico, religiosi e territoriali continuano a consumarsi.

Il sistema di combattimento filippino è sempre stato insegnato ai guerrieri all’interno dei singoli villaggi. In queste "scuole" chiamate Bothoan il giovane guerriero riceveva un’educazione completa: lettura, scrittura e l’arte di difendere il proprio villaggio. L’istruttore era un parente stretto: il padre, lo zio, il nonno. Il concetto di maestro che abbiamo oggi non era applicabile a chi insegnava il Kali all’interno di queste comunità. Più che altro era la trasmissione di nozioni da parte di chi in prima persona aveva combattuto ed era sopravvissuto, e quindi in grado dire cosa funzionava e cosa no in una vera battaglia. Era l’Arte della Sopravvivenza per eccellenza. Il primo segnale di mutazione nell’insegnamento del Kali si a Cebu negli anni venti dove il Guro (maestro, nel Kali filippino) Venacio "Anciong" Bacon fondatore del metodo Balintawak- apre la prima scuola a pagamento di Kali: la Labangon Fencing Club.
Verso gli anni trenta ecco che vengono organizzati i primi scontri pubblicizzati di Kali, sollevando molte polemiche in quanto il Kali era sempre stato considerato un’arma segreta contro gli oppressori delle Filippine. Fino agli anni cinquanta la pratica del Kali a livello pubblico, in tornei ed associazioni rimane circoscritta nelle Filippine.


Ci stiamo confondendo con la Capoeira, il kali è una di quelle arti guerriere dell'area indo-filippina nata come sistema militare conosciutissimo rimasto tale ancor'oggi!!

Giusto per una precisazione... consiglio di leggere
"CAPOEIRA ... NON SOLO DANZA!"
nella sezione CAPOEIRA.
Ho cercato di contribuire Very Happy ...cmq, bella spiegazione Danilo !!!
avatar
Kamui
Amministratore
Amministratore

Maschile Numero di messaggi : 171
Età : 39
Località : Salerno
Data d'iscrizione : 04.02.08

Vedi il profilo dell'utente

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum