CAPOEIRA ... NON SOLO DANZA!

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CAPOEIRA ... NON SOLO DANZA!

Messaggio  Kamui il Gio 14 Feb 2008, 23:38

La capoeira nel XIX secolo ebbe un periodo piuttosto travagliato, diventò un "caso de Policia" - caso di Polizia -, soprattutto a Rio de Janeiro, Salvador-Bahia e a Recife. In quel tempo molti capoeiras erano motivo di terrore, molti di loro erano schedati negli archivi della Polizia. Erano individui dal brutto carattere che utilizzavano la capoeira per dare sfogo all'istinto aggressivo. Erano veri professionisti del crimine ed è proprio in questo periodo che il nome capoeira venne associato a quelli di provocatore e delinquente. Iniziò così un lungo periodo di repressione da parte della Polizia che durò fino alla fine del XIX secolo.
Il capoeira (capoerista) si distingueva facilmente per il suo modo di vestire e per come si atteggiava. Melo Morais Junior descriveva così il capoeira di Rio de Janeiro: "calzoni ampi, giacca a sacco sbottonata, camicia colorata, cravatta di panno con anello scorrevole, corpetto a fascia, scarpette a punta stretta, cappello di feltro. Il suo incedere è sciolto ed oscillante e nella conversazione coi compagni o con gli estranei mantiene le distanze, quasi fosse sempre in posizione di difesa" Il cappello di feltro poteva diventare, in assenza di armi, uno strumento di difesa (schiacciato longitudinalmente). Ma i capoeiras si servivano anche di bastoni o di lametta da rasoi che trattenuta tra alluce e il primo dito, diventava un'arma pericolosissima. Prima che si incominciassero a formare le prime scuole (Academiàs), inizio XX secolo, i punti di incontro dei capoeiras erano luoghi-rioni dove gli scaricatori aspettavano un impiego. A Bahia quasi tutti gli schiavi dopo la liberazione, non gradendo il lavoro dei campi che già facevano, vivevano alla giornata (ganhadores).
Sembra che a loro appartenessero grandi capoeristi. Questi punti di incontro si chiamavano "canto" - letteralmente angolo -, ogni cantos aveva un capo chiamato a Bahia "capitão" mentre a Recife i gruppi avevano il nome di "companhias" ed il capo di "governador" (Kay Shaffer). Le misure adottate dalla polizia fino al principio del secolo attuale per reprimerli si rivelarono impotenti. Sembra che la guerra del Brasile con il Paraguay (1865-1869) abbia segnato la fine delle loro violenze: per eliminarli infatti, il Governo di Bahia mandò a combattere un buon numero di capoeiras, molti per spontanea volontà e moltissimi altri costretti... volontariamente (Manuel Querino). Come ci racconta O. Alvarenga anche i bianchi praticavano questa lotta sia come sistema di difesa, sia come metodo di convincimento per dirottare le votazioni alle elezioni. Anche il clero non disprezzava la capoeira, ci sono stati esempi di frati che utilizzarono colpi di gambe e di testa durante le processioni per allontanare i provocatori. Con il passare degli anni la lotta africana ha incontrato nel meticcio della razza colonizzatrice il suo esecutore ideale: magro e muscoloso, più basso del nero e più astuto del portoghese, il mulatto assimilò la capoeira a suo modo trasformandola in una notevole lotta acrobatica (L. P. da Costa).
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Tratto da “ Arte da capoeira” di Camille Adorno.

Messaggio  Kamui il Gio 14 Feb 2008, 23:52

“Sulla porta della tabaccheria c’è un uomo davanti ad un frate florido e rubicondo. Indossa un largo cappotto a pieghe nel quale la sua figura magra affonda e scompare lasciando appena apparire, oltre due caviglie secche di pernice, una folta e irsuta capigliatura in cui naviga un cappello di feltro.Parla a voce alta e sghignazza, puzza di alcool e discute: è il capoeira.Pur non avendo l’atleticità e l’aspetto forte e sano del negro, è comunque uno che tutti temono e che anche i rappresentanti della legge, per cautela, rispettano.Incarna lo spirito d’avventura, della furbizia e dell’inganno. È sereno e temerario e al momento della contesa, prima di pensare al pugnale o al rasoio, sempre cuciti sotto il mantello, usa la sua meravigliosa destrezza confondendo con quella gli avversari, più armati e numerosi.È a questo punto che quell’omuncolo debole e leggero si trasforma: getta lontano il suo cappello di feltro, il suo mantello e salta come un gatto, corre, scappa, avanza e supera, agile astuto cauto e deciso. In questo suo muoversi istintivo e rapido, la creatura è un essere che sfugge a chiunque, un fluido, qualcosa di inafferabile come un’idea, come un lampo. Sorge e scompare.Si mostra ancora e subito sfugge. Tutta la sua forza consiste in questa destrezza elastica che spaventa, davanti alla quale l’europeo vacilla attonito e l’africano vibra.Nonostante nell’ora della lotta porti sempre tra i denti il ferro del momento estremo, è con la testa, il braccio, la mano, la gamba o il piede che lui abbatte il minaccioso rivale.Continuando a gingare e saltellando si butta con la testa contro la pancia del suo avversario e lo getta a terra. Con la gamba lancia la trave, il calcio. La mano da’ uno schiaffone, il piede uno sgambetto e in più da’ un calcio girando su se stesso. […] Tutto questo in una coreografia di gesti che confonde. Lotta con due con tre anche con quattro o cinque. E li vince tutti. Quando arrivano i poliziotti con le loro armi e le loro intimazioni di giustizia, sul campo non rimane neppure una traccia del capoeirista feroce, che si è fatto nuvola e fumo e che è sparito.Nei momenti di pace ama la musica, la dolcezza sensuale di certi balli nei posti dove ci son vino, gioco, fumo e mulatte. Frequenta le taverne, gli arsenali marini. Sfrutta la sua nomea di delinquente per guadagnare il rispetto e la possibilità di protestare contro le torture imposte agli schiavi.Ha sempre come amico un falsario, come compagno un assassino professionale e per scena un ladro. In fondo in fondo è cattivo perchè vive nei posti invasi dal vizio e dal crimine. Dal punto di vista sociale è una piaga così come avrebbe potuto essere un fiore. Non gli mancano, a parte gli istinti cattivi, gesti amabili e teneri. È cavalleresco con le donne. Difende i deboli. Ha l’animo da Don Chishotte. Ed è religiossissimo. Quando esce di casa può scordare il coltello o le armi per uccidere, può scordare anche il proprio coraggio ma non si scorda della catenina con il santo sul petto e porta sulle labbra, sempre, il nome di Maria o di Gesù. A volte, quando l’ombra dell’alba è ancora un grosso cappuccio sulla città, lui è inginocchiato, commosso e pieno di pietà, battendosi il petto, baciando umilmente il suolo, in preghiera davanti ad un tabernacolo illuminato in una stradina qualsiasi. Sta pregando per l’anima di chi se ne andò dal mondo, di chi ha ucciso. È da credere che, come sentimento, il capoeira è davvero un tipo che incanta.”
Ricordato tra i capoeiristi più valenti nell’ambito portuale è Samuel Querido de Deus. Pare che i marinai nordamericani addirittura pagassero per vederlo lottare. E che lui li sbeffeggiasse preferendo di gran lunga spezzar loro le ossa nel confronto diretto. In verità, i marinai americani hanno un grande ruolo nella capoeira come la conosciamo oggi, per la loro ostinazione a volersi far menare dai capoeiristi: dicono ad esempio che – più tardi – Mestre Bimba abbia preso ispirazione per una delle sue destrezze, proprio da un esclamazione americana di un marinaio che aveva vista la morte più prossima del previsto: “God damn it!” divenne “godemi”, gomitata. Nell’ambito dei portuali si trovano capoeiristi anche molto impegnati nelle rivendicazioni sindacali e nelle agitazioni del popolo come raccontava magistralmente il buon Jorge Amado in “Mar Morto” o in “Capitães de areia”, per esempio. Tra di loro anche una donna è ricordata in tanti samba e ballate Rosa Palmeirão, che dicevano essere bella e forte e bravissima nell’arte. Dicono che sotto la gonna nascondesse un rasoio affilatissimo, tra i seni un pugnale, che avesse sconfitto sei uomini insieme, che fosse evasa dodici volte di prigione e che conducesse il peschereccio come un uomo. Di lei diceva Mestre Pastinha "Era realmente aquela mulher braba, portava navalha, batia em polìcia e dormia com muita gente grande da època. Seabra, Calmom e outros políticos protegiam ela" (era davvero una donna feroce, portava il rasoio, picchiava la polizia e dormiva con molta gente importante dell’epoca. Seabra, Calmom e altri politici la proteggevano).
lol!
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