Ancora informazioni sul Kali e le Arti Filippine (2)

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Ancora informazioni sul Kali e le Arti Filippine (2)

Messaggio  Davide il Mer 09 Apr 2008, 15:50

Senza dubbio, una delle persone che si è mossa maggiormente in favore delle arti marziali filippine è proprio Dan Inosanto. Conosciuto nel mondo come discepolo e l'amico personale di Bruce Lee, è allo stesso modo famoso per aver fatto conoscere al mondo un'Arte che, fino a poco tempo fa, si celava nell'anonimato, trasmessa solo da padre a figlio e serbata gelosamente come un segreto, in quanto, se fosse caduta in mani sbagliate, sarebbe potuto essere letale. Come il Kung Fu prima dell'arrivo di Bruce Lee, l'Arte Marziale filippina fu sempre trasmessa in segreto, soprattutto negli Stati Uniti, dato che i filippini concepivano questa segretezza come l'unica forma di protezione nei
confronti di una società razzista, dove lo "straniero", e specialmente l'asiatico, non era molto ben visto. Di fatto, il maestro Dan si è conquistato più di una inimicizia per aver diffuso in tutto il mondo qualcosa che era stato gelosamente conservato come patrimonio esclusivo della razza filippina. Non molto tempo fa (seconda guerra mondiale), l'Eskrima ha costituito
il maggior baluardo difensivo negli scontri di guerriglia nella selva dell'arcipelago. Il fatto che le Filippine siano un arcipelago che è stato per molti anni in costante piede di guerra, fa si che i suoi sistemi di lotta siano quanto di più realistico possibile. Il combattimento corpo a corpo con o senz'armi esiste da quando esiste l'uomo. Nelle Filippine lo si affinò in modo eccezionale e superiore rispetto agli altri paesi.

BASTONE SINGOLO
È l'argomento principale di molti stili di Kali ed in alcuni è addirittura l'unica arma studiata. Nelle Filippine è chiamato Olisi a Cebuano o Baston a Visayan. Il bastone è di solito fatto di rattan (bambù) oppure di altri legni duri come la qualità Yakal o il Kamagong. Il bastone può essere usato con varie tecniche di impiego:

• per affondi di punta:
• per colpi di vario genere;
• per affondi di punta:
• per colpi di vario genere;
• per bloccare, agganciare, disarmare;
• applicare delle leve;
• applicare degli strangolamenti o delle proiezioni;
• può essere impugnato con una mano o con due mani e la presa della mano può essere al centro o a una delle due
estremità, con la punta del bastone verso l'altro o verso il basso.

BASTONE DOPPIO
I due bastoni possono essere usati come il bastone singolo e permettono di sviluppare gli stessi attributi su tutte e due le braccia, risulta quindi un ottimo allenamento preparatorio per il combattimento a mani nude del Kali.Il più popolare metodo di maneggio dei due bastoni è quello sviluppato dalla tribù Pampangueno ed è noto come "Sinawali":
esso prevede una serie di sequenze di maneggio dei bastoni che si intrecciano tra loro, il suo nome deriva dal termine Sawali, che era un tipo di intreccio di canne di bambù usato dai filippini per creare stuoie.L'uso dei doppi bastoni porta a sviluppare e migliorare il footwork, la meccanica del corpo e allena i movimenti del combattimento a mani nuda in corta distanza; gli esercizi eseguiti con il doppio bastone si possono eseguire anche con il bastone e daga, con il bastone singolo e anche a mani nude.

COLTELLO
Arma che permette molti tipi di attacco, di solito i più usati sono:


• i tagli strisciati;
• gli affondi;
• l'azione di uncinare (agganciare e strappare via).
Può essere usato in maniera offensiva o difensiva contro diverse armi. Abbinato alla spada o al bastone, può essere usato
per agganciare l'arma dell'avversario o per disarmarlo o per gli attacchi in corta distanza.
Il coltello può essere impugnato con la "presa terra" (punta in basso) o con la "presa cielo" (punta in alto) e sia con la mano
avanzata che con quella arretrata. Il termine Balaraw o Baraw è spesso usato a Visayas per definire il coltello.
Tipica arma da taglio è il Kriss, che si distingue per la sua forma da altre armi da taglio. Ha una lama affilata sui due lati ed
è ondulata per permettere al sangue di fluire facilmente via da una ferita inflitta all'avversario. Ha probabilmente origine in
Malay. Nelle Filippine ci sono diversi tipi di Kriss, ogni regione ha il suo caratteristico dotato di un diverso numero di onde
sulla lama.

ESPADA Y DAGA
Uno dei pochi elementi culturali e marziali che i conquistatori spagnoli lasciarono nelle Filippine fu il metodo di combattimento con spada e daga, molto usato nella scherma spagnola classica. Tale metodo abbina i benefici delle
stoccate di un'arma corta a quelli di un'arma da taglio lunga ed è conosciuto come "espada y daga". I filippini si appropriarono di tale tecnica adattandola alla loro arte sviluppando un proprio metodo di combattimento a lunga e media distanza. Oggi tale metodo viene anche applicato all'uso abbinato di bastone e daga (olisi e baraw) e permette di
applicare tecniche nel corpo a corpo, leve e proiezioni utilizzando le due armi, tecniche che non sono applicabili se si adotta la spada invece del bastone. Con vari esercizi si allenano i metodi per passare da una distanza all'altra (lunga, media e corta). La spada non è più un'arma comune ma viene ancora insegnata nei programmi di alcuni stili di
Kali. Alcuni stili, tra cui il Kali Illustrissimo, sono totalmente basati sull'uso delle lame e comprendono esercizi di lunga e media distanza. Le spade sono di diversa foggia e di diversi tipi che cambiano anche nome a secondo della regione,
le più note sono: il kampilan (doppia punta), il barong (lama piatta e panciuta al centro), il sundang (simile al kriss), il pinuti (una lama), il bolo e il machete.

BASTONE LUNGO
È un'arma che di solito non viene subito associata alle arti marziali filippine. I movimenti del bastone, di solito chiamati "amara" (movimento del bastone), sono praticamente gli stessi del bastone singolo. Attacchi frustati, affondi, agganciare e figure 8, tutte applicate con il bastone lungo che però viene impugnato con due mani. Permette di sviluppare attributi utili
per il lavoro a mani nude contro i calci e per le tecniche di proiezione e di leva alle gambe. Il bastone lungo è impugnato con entrambe le mani con i palmi verso il basso, verso l'alto o alternati. Tradizionalmente era un attrezzo di allenamento per l'uso della lancia (Karasaik o Bangkaw).


PANANTUKAN (Boxe filippina)
Adotta tutte le "armi" della parte superiore del corpo per neutralizzare l'avversario. L'arte, di solito praticata senza guantoni, permette al praticante di usare varie parti del corpo per colpire varie aree del corpo dell'avversario (pugni, avambracci, gomiti,…).
Tale tecnica è nota coma "distruzione delle estremità" (gunting): colpendo vari punti nervosi e tessuti muscolari, si causa la parziale paralisi dell'arto colpito per renderlo meno efficiente in combattimento. Comunque il Panantukan adotta anche
altre aree del corpo come arma tra cui le spalle (per spingere) e la testa (per colpire). I colpi non sono solo portati agli arti, ma anche alle costole, alla spina dorsale o al collo, tutti sono bersagli validi! Il suo valore è provato dall'influenza che ha nel combattimento con armi, dove si adotta anche l'idea di distruggere gli arti dell'avversario.


PANANJAKMAN (l'arte filippina dei calci) o SIKARAN o PANADIAKAN
I calci e le tecniche adottate non sono così appariscenti come quelle della Capoeira, del Karate o del TaeKwonDo, nel Pananjakman tutte le tecniche hanno il fine di infliggere dolore, di ridurre la mobilità dell'avversario e di distrarlo per portare gli attacchi con la parte alta del corpo. I colpi sono portati con la punta del piede, con il tallone e con la tibia. I bersagli preferiti
sono le tibie, il ginocchio, la parte interna ed esterna della coscia e i genitali. Nelle Filippine sopravvivono diversi "giochi" tradizionali basati sull'abilità di calciare (Sipa è una sorta di calcio tennis giocato con una palla di rattan intrecciato; un altro
molto vecchio si basava sul fine di sbilanciare l'avversario fino a farlo cadere fuori dal cerchio di gioco usando esclusivamente le gambe ed i calci).
Il Pananjakman è di solito abbinato al Panantukan per creare un sistema completo di combattimento: i calci servono per distrarre l'avversario che viene finito con i colpi portati con le braccia oppure si adotta la tattica opposta!


DUMOG o BUNO
Dumog è il termine che identifica la lotta filippina. Ne esistono due forme note: "Agaw patid Buno" è quella più nota, comprende la lotta in piedi, tecniche di sbilanciamento, proiezioni e tecniche di torsione del collo per proiettare a terra l'avversario. Di solito i combattenti si afferravano per la cintura o al busto cercando di proiettarsi e sbilanciarsi, la vittoria
era ottenuta quando si schienava l'avversario con tutte e due le spalle a terra. Il Musang Dumog è l'arte del combattimento aterra, adotta leve, strangolamenti e colpi per sottomettere l'avversario. I due sistemi possono essere combinati o studiati separatamente. L'origine di tali metodi non è ben chiara, comunque sono molti diffusi nelle isole del nord delle Filippine.
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